È una notte gelida, tra il 14 e il 15 aprile del 1916. Siamo sul monte Fumo. Un medico si prepara a vivere qualcosa di straordinario: una notte che non dimenticherà, in cui tenterà di salvare la vita a un uomo… un nemico.
Mancava qualche ora alla mezzanotte quando il maggiore diede l’ordine a Jacob Roumann di far parlare l’Italiano con il solo scopo di scoprirne nome e grado.
Incredibile come il medico, stesse facendo tutto il possibile per salvare la vita al suo nemico.
In questo noir profondo e carico di tensione, Donato Carrisi ci porta al cuore di ciò che rende umani: le storie che raccontiamo e il fumo che inevitabilmente le avvolge. Fuori e dentro la nostra mente.
Per quanto cerchiamo di affidarci alla ragione, la verità è che nessuna scelta nasce davvero dalla logica.
Ogni decisione, anche la più “razionale”, ha alla base un’emozione.
Non è solo letteratura. È scienza.
Lo dimostra il celebre neurologo Antonio Damasio nel suo libro L’errore di Cartesio, dove analizza pazienti con lesioni alla corteccia prefrontale ventromediale — area legata all’elaborazione delle emozioni.
Uno degli studi più famosi è quello di Elliot:
Un uomo intelligente, logico, con buone capacità cognitive.
Dopo un tumore che danneggiò parte del lobo frontale, mantenne intatte memoria, linguaggio, e ragionamento astratto. Ma perse qualcosa di ben più prezioso, la capacità di provare emozioni.
Il risultato fu che Elliot non riusciva più a prendere decisioni anche banali, come scegliere un ristorante o un orario per un appuntamento.
Passava ore a valutare pro e contro senza arrivare mai a una conclusione.
Il suo quoziente intellettivo era intatto. Ma la sua vita, irrimediabilmente bloccata.
Senza emozione, il cervello non attribuisce valore.
Non distingue ciò che è urgente da ciò che è marginale. Non sa più cosa conta.
Damasio lo ha chiamato Somatic Marker Hypothesis:
Le emozioni, attraverso segnali del corpo, orientano le nostre scelte.
Sono il nostro timone. Il nostro motore.
Perché ho scelto questo libro?
Perché dimostra che una storia può salvarti la vita.
Letteralmente.
In “La donna dai fiori di carta” ogni cosa è relativa.
Conta solo ciò in cui credi, non ciò che appare vero.
Carrisi ci invita a guardarci dentro, attraverso la nebbia del mistero, e ci accompagna in un viaggio tanto profondo quanto reale.
Un viaggio che ricorda che ogni istante è irripetibile.
Puoi compiere la stessa azione, nello stesso luogo, alla stessa ora…
Ma basterà un respiro più corto, uno sguardo diverso, un millimetro di esitazione — e tutto cambierà.
Questo libro è un elogio alla vita, raccontata in uno dei luoghi più oscuri della storia: la guerra.
Parlarne, penso sia un atto non solo coraggioso, ma anche sano, perché ogni giorno che viviamo, è l’ultimo che abbiamo a disposizione.
Perché ogni giorno che viviamo è unico.
Il 12 maggio del 2025, ognuno di noi lo potrà vivere solo una volta, una volta soltanto.
Tuttavia, non c’è ragione per cui tu, caro lettore, debba credere a me, anzi.
Come suggerisce l’autore stesso, “la verità non conta, conta solo quello che tu credi vero”.
Così ti affido questo testo — che è molto più di un libro: è un invito a scegliere.
A scegliere cosa credere.
A scegliere chi vuoi essere.
Perché questa riflessione non riguarda solo questa storia.
Riguarda la tua storia. La tua intera esistenza.
“La storia che leggerete in queste pagine è vera.
Tutto il resto, inevitabilmente, è inventato.”
Sta a te decidere dove finisce la verità
E dove comincia il tuo viaggio.