Chi sono io
Ciao, piacere di conoscerti, mi chiamo Ilaria
Sono nata da una famiglia umile: papà muratore, poi operaio di fabbrica, mamma che, dopo aver lavorato in giovanissima età in un cotonificio, si è trovata a dover fare il lavoro più bello, difficile e meno retribuito del mondo. La mamma.
Sono l’ultima di 9 figli, anche se in verità, mia mamma ha avuto 3 aborti spontanei e una mia sorella è morta quando aveva solo 10 mesi, molti anni prima che nascessi. Quindi, sono l’ultima di 5 figlie femmine (sì, hai letto bene… tutte femmine. Povero papà!)
Sono nata 10 anni dopo la mia ultima sorella. Così, quando i miei genitori avevano messo via pannolini, carrozzina e le notti in bianco erano solo un lontano ricordo, sono arrivata io a rompere le uova nel paniere.
In maniera alquanto insolita.
All’inizio a mamma era stato diagnosticato un fibroma… ero io sotto mentite spoglie! Poi, dopo aver cambiato medico, ecco il verdetto finale:
“Signora, aspetta una bella bambina.”
Mi hanno raccontato di una telefonata che mamma fece a papà, mentre lui lavorava all’estero, per dargli la “lieta” notizia… piangendo.
Papà, eroe indiscusso in quell’episodio, rideva.
Non ho mai saputo come l’abbiano presa le altre quattro componenti della famiglia.
Sono cresciuta osservando i miei genitori e le mie sorelle: studiavano, trovavano lavoro, si sposavano e facevano figli.
Mi sono accorta che gli ultimi due passaggi, non mi si addicevano per niente.
Non ho mai creduto al “sacro vincolo del matrimonio”, perché per me la libertà è sempre stata uno dei valori più importanti. Un elemento fondamentale per qualsiasi tipo di relazione. Soprattutto se si parla di Amore.
Mi chiedevo spesso se non ci fosse in serbo per me un destino diverso, una storia che andasse oltre la solita favoletta: “e vissero per sempre felici e contenti”.
Anche perché, dopo il matrimonio, di “felici e contenti” ne ho visti davvero pochi…
Come si fa a promettere a una persona che la si amerà “finché morte non ci separi”?
Siamo individui in continuo mutamento. Come si può fare una promessa così importante e credere di mantenerla, felicemente, nel tempo?
Mistero…
Poi c'è il capitolo genitori e figli
- “Deve essere per forza sempre tutto così?”
- La totale certezza che non avrei mai seguito i passi della mia famiglia.
Anni dopo, cresciuta, non mi sentivo soddisfatta.
Buttavo addosso alla persona accanto a me ogni frustrazione, ogni responsabilità del mio malessere.
Quando quella relazione è finita, ho capito che l’unica vera responsabile di ciò che non funzionava nella mia vita, ero io.
È stato un pugno nello stomaco.
Il peggiore.
Il migliore.
Perché se ero la causa della mia infelicità, potevo diventare anche la responsabile della mia felicità.
Così ho cominciato a studiare, formarmi, trasformarmi.
Per cambiare.
E per aiutare gli altri a fare altrettanto.
Molti coach sostengono che per ottenere grandi risultati “devi diventare una persona diversa”…
ASSOLUTAMENTE NO!
Per raggiungere obiettivi importanti, bisogna capire come unire le proprie peculiarità ad azioni facili da fare per sé e sostenibili nel tempo.
Perché, nella maggior parte dei casi, se per tagliare un traguardo devi snaturarti, non solo sarà difficile arrivarci…
Ma una volta raggiunto, non ti porterà a una vera soddisfazione.
Ho imparato – a mie spese – che per essere realmente felici, la propria natura va assecondata, con tutte le sue caratteristiche e quei “pezzi rotti” che fanno parte di noi… E vanno benissimo così.
Che fine ha fatto il sogno?
Piccolo spoiler: Ce l’ho fatta!
Se vi dicessi che, al contrario dei miei più infernali pronostici, con la mia modesta autostima, oggi sono riuscita a realizzare il mio sogno?
Il racconto di cui parlo io, non si è trasformato in un film, che ho potuto pregustarmi, con tanto di popcorn, davanti al maxischermo.
Ho avuto la fortuna di godermi quello spettacolo, da un posto decisamente più prestigioso, di quello della scrittrice…
Ho deciso di essere parte integrante della storia, diventando una coach, che passo dopo passo, aiuta il protagonista a trasformare i suoi sogni nel cassetto in realtà.