😅 La sottile paura di non essere abbastanza
Stai facendo di tutto per raggiungere i tuoi obiettivi e ci sono giorni in cui va tutto bene…
Eppure senti che manca qualcosa.
Ti guardi allo specchio o rileggi quello che hai fatto e pensi:
“Potevo fare di più.”
“Dovevo essere diversa.”
“Non sono abbastanza.”
In questo articolo ti racconto il mio dialogo con quella voce interiore,
come ho imparato a riconoscerla, da dove arriva e cosa faccio oggi per non lasciarle il controllo della mia vita.
Come?
Mettendo in dubbio tutte le cattiverie di quella vocina malefica…
“Non sei abbastanza?”
→ Non sono abbastanza rispetto a che cosa? E per fare cosa?
“Non te lo meriti?”
→ E chi lo dice? Cosa dovrei fare di più o di diverso per meritarmelo? E anche se lo facessi, che cosa cambierebbe realmente?
“È troppo per te…”
→ Troppo rispetto a che cosa? Cosa ti fa pensare che io sia così poco?
Inutile dire che questo rimbalzo tra vocina negativa e l’essenza auto-conservatrice potrebbe durare pressoché all’infinito.
📢 Ma il punto non è zittire la voce: è smettere di crederle
Perché finché daremo credito a quella vocina, senza dare forza e attenzione alla parte di noi che riconosce il nostro valore, si può fare poco.
Questa non è solo una riflessione personale: lo dimostrano anche i dati…
Ci sono migliaia di ricerche a riguardano che parlano di auto sabotaggio, bassa autostima, difficoltà nel trovare il proprio posto nel mondo, ecc.
Non credere a me, fai una ricerca su Google in autonomia. Rimarrai spiazzato da quante informazioni ci sono a riguardo, da quanto se ne parla e da quanto sembriamo ancora molto lontani dalla risoluzione di questa situazione.
📊 La realtà dell’autostima (quella vera, non quella da social)
- Il 75% delle donne e il 62% degli uomini ha una bassa autostima.
- Il 70% dei lavoratori ammette di non chiedere mai un aumento anche se pensa di meritarlo.
- Il 60% resta in un lavoro che non ama, spesso solo per paura di fallire altrove.
- Il 57% delle donne rimanda sogni e progetti imprenditoriali, aspettando un “momento giusto” che, spoiler, non arriva mai.
Sì, anche quelli che sembrano super sicuri.
Anche quelli che ti dicono “datti una mossa” mentre loro stessi sono fermi da anni.
🤯 Perché è importante parlarne?
Dagli anni ’50 fino agli anni ’70, gli anni dei nostri genitori, non si parlava apertamente di bassa autostima come facciamo oggi, almeno non con quel termine. Il concetto esisteva, ma era ancora legato a cornici culturali molto diverse, e affrontato principalmente in ambito accademico o psicoterapeutico, non nella vita quotidiana.
Pertanto, ci siamo abituati all’idea che sentirsi inadeguati sia normale.
Che la voce che ti dice “non sei abbastanza” sia la realtà, mentre riconoscere il proprio valore e decidere di volere di più, in qualità di persone in gamba, sia da presuntuosi.
Se ci pensi bene, a farci rimandare, non è la mancanza di tempo.
Stiamo rimandando perché abbiamo paura di non essere all’altezza, di fare brutta figura.
Allora ci blocchiamo.
Aspettiamo.
Ma aspettiamo cosa, esattamente?
Un diploma in perfezione? Un segnale dal cielo con scritto “ora sì che sei abbastanza”?
No. Non arriva. Mai.
💡Quindi che si fa?
Si parte da qui.
Da mettere in dubbio la voce negativa, non la nostra voglia di crescere.
Da riconoscere che possiamo fare qualcosa, anche piccolo, anche oggi.
Perché la verità è che l’autostima non arriva. Si costruisce.
Con pazienza, con gentilezza, e anche con qualche sorriso ironico nei momenti giusti.
🎯 Se questo articolo ti ha fatto venire voglia di non aspettare più
Hai due opzioni:
- Continuare a dire “sì ma non è il momento”.
- Oppure iniziare da una domanda semplice:
“Cosa farei se sapessi di essere abbastanza, esattamente così come sono?”
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